Immaginate di essere in viaggio in auto ascoltando la vostra emittente radiofonica preferita. In onda c’è la voce familiare del dj che vi fa compagnia tutti i giorni. A un certo punto squilla il cellulare. Chi è al telefono? È la stessa voce che avete appena sentito, con cui ora potete intrattenere un dialogo e che risponde pure alle vostre domande! Avere a che fare con una voce nota può produrre un effetto straniante, particolare e intrigante. È quello che mi è successo al telefono prendendo appuntamento con Rossella Patruno, da anni (quasi cinque) speaker a Radio Ticino. All’emittente di Locarno, dj Roxy si occupa di marketing, ma soprattutto di intrattenere i radioascoltatori con “Zoom” il suo programma pomeridiano. «Una lente di ingrandimento – mi piace definirla così –, per i viaggi mentali» ci ha spiegato la 38enne dal ciuffo ribelle, incontrata tra le luci natalizie della Piazza grande di Locarno. «E io sono la prima. Una volta indossate le cuffie, ogni giorno alle 15, mi piace condividere il viaggio che io stessa faccio, tra musica e notizie particolari dal mondo».
Dalla metropoli al Lago Maggiore
Rossella è nata e cresciuta a Milano da papà pugliese e mamma veneta. Il suo primo lavoro era alla Feltrinelli Libri e Musica, dove si occupava anche di rinnovare la parete di compact-disc. «Era il prodotto più venduto – spiega –. E io vado fiera di aver vissuto quel periodo, quando si comprava il singolo del cantante (magari con tanto di versione strumentale, e il cosiddetto “radio-edit”, caduto un po’ in disuso). Spendevo i miei stipendi in concerti, musica dal vivo e cd». Prima di concretizzare la sua carriera nelle radioemittenti, Rossella faceva tutt’altro. Era decoratrice di interni. «La mia esperienza da speaker l’ho creata dai 25 anni in su» prosegue. Mi sono iscritta a un corso di speakeraggio e in seguito ho fatto la gavetta in una radio locale dell’Hinterland. L’arrivo in Ticino ormai quasi sette anni fa è stato accompagnato da un dolce incontro: Cheyenne, l’amministratrice immobiliare che la aiutò a trovare casa nella città sul lago Maggiore,con cui è recentemente convolata a nozze in settembre.
Le domande che non si fanno ai dj
«Il mio genere musicale preferito…?! Era la domanda che più temevo – confessa ridendo dj Roxy –. Mi rendo conto che è brutto dire: tutta. Ma è così. I primi acquisti consistevano in dischi di artisti come Janis Joplin o David Bowie, che ascoltavo per avere delle “basi” di cultura musicale, diciamo così. Poi però ero anche la prima anche a comprarmi il nuovo cd di Madonna, delle Spice Girls o dei Backstreet Boys. Inoltre amo il festival di Sanremo; sono quella che fa le chat di gruppo per commentare… Il mio capo direttore e programmatore musicale Matteo Vanetti mi prende in giro per la mia passione per l’Indie italiano, e lo fa ognivolta che vado a vedere concerti di gruppi “che conosco solo io”, come i Comacose, Gazzelle o Calcutta. Però ho visto anche Elton John allo stadio San Siro, per fare un esempio».
Maracaibo! E parte il trenino
Per la notte di San Silvestro, i dj di Radio Ticino metteranno musica a Locarno on Ice, in Piazza Grande. «Dalla parte del dj, la notte di Capodanno, la si vive in maniera particolare: con responsabilità eallo stesso tempo con divertimento» spiega Rossella. «A differenza dei dj-set selezionati e preparati per altre circostanze, come cene aziendali, per la piazza o per far ballare d’estate, a Capodanno ci sono delle certezze e sicurezze. Ci sono quelle canzoni che di norma quando le senti “fai spallucce”. Un esempio? Ascoltare “Maracaibo”o Raffaella Carrà alla pista di pattinaggio in una serata qualsiasi, farebbe strano. Ma a Capodanno… parte il trenino. Poi anche Michael Jackson, “Sex bomb” di Tom Jones… Molti pezzi usati per il veglione prendono tutte le generazioni. Confesso che a mettere musica ho meno esperienza dei miei colleghi. È stato l’incoraggiamento di amici e collaboratori a spingermi alla consolle. In primis “zio Ricky” mi ha fatto da maestro, grazie alla sua esperienza pluridecennale. Tra l’altro, esiste il mito secondo cui il dj mette musica perché non sa ballare… per quel che mi riguarda, confermo questa diceria!».
La potenza della voce
«Tra tutte le volte in cui sono stata riconosciuta solo per la voce, ho vissuto un momento un po’ imbarazzante quando ero in farmacia e stavo chiedendo dei farmaci di cui un po’ mi vergognavo… Però il sorriso di chi mi ha guardato chiedendo se ero Roxy di Radio Ticino mi ha confortato. In generale mi fa un sacco piacere quando vengo riconosciuta, perché mi rendo conto che la voce è spesso sottovalutata, ma in realtà ha una grande potenza. Cosa lo si dice e come lo si dice, soprattutto, è importante».
